“Enea” è una scultura che sintetizza il mio pluriennale lavoro sulla musicalità poetica della forma.
È stata presentata per la prima volta al pubblico nel giardino della Casa Museo Boncompagni-Ludovisi a Roma nell’ottobre del 2026.
[…] La forza dell’imbarcazione sembra imbrigliata a quella della tempesta, la cui repentinità resta indomabile e ignota. La poppa cigola, la prua, come una bussola, punta su un mare enorme e lampeggiante; al centro, la sagoma dell’unica vela spiegata luccica. Quest’ultima spicca bianca, come il marmo stagliato sul cupo azzurro dell’aria. Le fisionomie si diramano verticalmente, secondo un sinuoso drappeggio scultoreo. L’asta è percossa ancora dal fragore di un frastuono, mentre la vela resiste tesa alla veemenza del turbinio. Poi, la tempesta scompare nel vuoto. La vela cessa di vibrare, contraendosi e ampliandosi in un nuovo battito. Il cielo rischiara.
Da lontano, un alto faro bianco serpeggia nell’intermittenza dei giorni e delle notti. La cresta dell’acqua, candida e granosa, accompagna il marinaio e il suo veliero verso una nuova costa da lambire, per raccontare “l’avventura di restare”.
Estratto dal testo di Alice Falsaperla nello scritto d’arte “Enea- l’avventura di restare”
Manfredi Edizioni
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